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Ho
pensato che solo attraverso un sito e un sistema di comunicazione
globale quale è Internet avrei potuto esternare il mio interesse
in merito ad alcuni argomenti. Detto............... fatto!!!!!
Potrò
così raccogliere anche le vostre opinioni sugli argomenti trattati.
Voglio
altresì precisare che il sito è per ora divulgativo, per cui mi
atterrò strettamente alla cronaca.
Gli
anni Sessanta: rappresentano l'epoca di nuove libertà, un fatto
certo è che molti aspetti della vita sociale, della politica e
della cultura di oggi sono una conseguenza di quanto si è messo
in moto allora. La stessa cosa si può dire per le eroine del mio
sito, alcune sono nate negli anni Sessanta, le altre sono figlie
di quelle nate in quegli anni.
Anni
Sessanta
La
Moda
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E'
questo il periodo in cui si verifica la prima ondata di iniziative
per promuovere la causa delle donne, che fino a quel momento aveva
visto la coscienza femminile parecchio limitata. La nuova donna
è quella che comincia a usare la pillola anticoncezionale e a
inerpicarsi per il difficile sentiero della libertà sessuale.
Chi voleva essere "in" doveva apparire disinvolto sessualmente,
il che spesso significava semplicemente essere sessualmente disponibili.Trionfano
il seno nudo, le gambe scoperte, la musica rock, il ritorno alla
natura, la libertà sessuale, la marijuana, il movimento ecologico,
il lusso è fuori moda.Le maggiorate e le signore eleganti lasciano
il posto a un nuovo modello di donna quello della femmina adolescenziale,
nervosa, scattante, androgina con grandi occhi da cerbiatta.La
parole d'ordine era essere giovane e sexy a ogni costo e adottare
un nuovo look fatto di camicie trasparenti, minigonne ultracorte,
Twiggy è il modello di riferimento, con un fisico magro e infantile,
senza alcuna visibile rotondità femminile.
Nel
cinema il mito è Brigitte Bardot con un fascino maliziosamente
sensuale accentuato da un abbigliamento trasgressivo. Certo, nessuno
avrebbe neanche lontanamente potuto sospettare che la faccia piena
di brufoletti di una bimba magrissima e terribilmente timida,
si potesse nascondere la donna in grado di segnare profondamente
un epoca e dare contemporaneamente il via a una nuova età di trasgressione.
Nel 1971 fece scandalo quando fù colta dalla severa polizia transalpina
mentre prendeva il sole in topless sulla spiaggetta di fronte
alla sua casa in Costa Azzurra. Se siete interessati a questa
importante leader femminista
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Il
primo a mostrare la moda del futuro fu André Courrèges.
Adorava i disegni in bianco e nero, il suo era uno stile
geometrico, uno stile essenziale vale a dire privo di guarnizioni
e fronzoli, quindi innovativo. Sostenne di aver ideato la
minigonna. Le modelle sfilavano sulla passerella a passo
veloce con uno dei marchi di Courrèges gli "stivali
bianchi", superaderenti e senza tacco. Pantaloni o
completi dal taglio severamente geometrico di colore bianco
splendente o argentato. Era come se fossero arrivate sulla
terra direttamente dallo spazio, come vere creature extraterrestri.
Per accentuare ancora maggiormente questo look spaziale,
le modelle indossavano cappelli, caschi e parrucche di capelli
sintetici. E gli occhiali da sole bianchi, con le lenti
ridotte a fessure erano il tocco finale per far apparire
le modelle come veri e propri astronauti. Nel 1969, con
la seconda linea Couture Future ha introdotto nel pret-a-porter
la maglia di lana aderente come una seconda pelle, un anticipazione
dei pantacollant e della calzamaglia, il cosiddetto bodystocking.
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Gli
accessori e i vestiti di plastica si accordavano perfettamente
con la fede ottimistica nel futuro e con l'euforia della
conquista dello spazio. Anche i colori del trucco e dei
vestiti sembravano arrivare direttamente dallo spazio: il
bianco e l'argento conferivano leggerezza e delicatezza
ai moderni pesi piuma, e arrivavano fino agli stivali senza
tacco che nella versione più corta, si portavano pure d'estate.
Un altro stilista che amava il look cosmonautico fù Pierre
Cardin che creava abiti con fessure rotonde in vita, copricapo
a casco e stivali spaziali, utilizzava materiali nuovi come
i composti vinilici e applicava sopra i suoi mini-abiti
e le sue gonne, vivaci motivi a zig-zag (optical art). Una
costante della collezione cosmonautica del 1968 fu la finestra
o gli intagli e le aperture nei vestiti. La conservazione
della forma di tali fessure gli fu consentita grazie ad
una speciale fibra da lui scoperta, "la cardine".
Le sagome di queste finestrelle ritagliate nella stoffa
ricordano i motivi dei costumi della famosa serie
di fantascienza "Star Trek". Nell'ambito dell'abbigliamento
femminile facevano parte i bodysuits, stivali alti che superavano
il ginocchio e i caschi che venivano appoggiati sopra i
capelli tagliati corti alla maschietta.
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Non
c'è dubbio: la minigonna è stata l'invenzione del decennio,
ma cosa sarebbe stata senza collant e stivali? E' stata
la terna che ha dato alle donne per la prima volta la libertà
di movimento permettendo loro di cambiare completamente
il modo di comportarsi. La gonna ideata da Mary Quant è
corta fin quasi all'inguine e porta di conseguenza le gambe
in primo piano. La combinazione con gli stivali è tutto
merito di André Courrèges: primo indizio della fusione di
street-fashion e alta moda potevano nascere tendenze destinate
a non scomparire nel tempo. These boots are made for walking"
(questi stivali sono fatti per camminare) sono le parole
di una canzone che riscosse successo in tutto il mondo,
cantata da Nancy Sinatra, la figlia di Frank Sinatra. Ovunque
le donne avevano iniziato la loro lunga marcia verso l'emancipazione
e la canzone di Nancy dava loro una spinta piena di ottimismo.
E tuttavia ci si imbatteva in uno scomodo problema lungo
il cammino verso la libertà: gli stivali bianchi di Nancy
avevano i tacchi alti!!!! Come Nancy molte donne sono cadute
nella trappola della femminilità e volevano a tutti i costi
portare la mini con i tacchi a spillo e le giarrettiere.
E' stato Courrèges, coerente nel suo ruolo di innovatore,
a spiegare a tutti i costi che così le donne e la moda non
avrebbero fatto molta strada: "soltanto con stivali
e tacchi bassi si continuava a mantenere il contatto con
la realtà".Fu anche abbastanza realista da combinare
la minigonna con le calzamaglie di lana per l'inverno. Ma
la novità principale sono stati i collant che hanno fatto
la loro marcia trionfale come complemento ideale alla minigonna.
C'enerano di tutti i colori e in tutte le fantasie Op e
Pop Art. In un decennio i collant hanno spazzato via le
calze dal mercato, che solo anni dopo sono ridiventate terribilmente
intriganti, con tanto di reggicalze e di giarrettiere.
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Uno
degli stilisti che si è maggiormente ispirato nelle
sue creazioni alla moda degli anni Sessanta è Gianni
Versace il richiamo ai favolosi anni Sessanta è riconducibile
anche alle pettinature e al trucco che pongono in evidenza
lo sguardo. Sono tantissimi i contributi alla moda cosmonautica
portati da tantissimi stilisti altrettanto famosi (Thierry
Mugler, J.P.Gaultier, Krizia, Dolce & Gabbana, Fendi)
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E'
innegabile la mia passione per gli stivali che vanno di
moda soprattutto nel periodo invernale e si possono considerare
quindi il trend di stagione. Non esiste stilista che non
li abbia proposti o vetrina che non esponga una carrellata
di modelli. Risulta impossibile rinunciare al "superaccessorio"
capace di sottolineare la femminilità, accarezzando le gambe,
coprendo magari il ginocchio e slanciando la figura. Da
Madonna, che indossava autentici modelli texani nel vidco
Music, fino alle nuove icone pop come Kylie Minogue e le
Destiny's Child in perfetto stile Sixties Donne e musica),
star o starlette non sono immuni dalla boot-mania. Realizzatí
oggi in materiali preziosi, dal coccodrillo alla pelle trattata,sono
anche disponibili in materiali sintetici per chi ha sposato
cause ecologiste o vegetariane. Eppure in principio gli
stivali erano destinati esclusivamente all'attività sportiva,
caratteristica che rivive nella collezione ultrachic di
Chanel con tanto di rísvolto a contrasto che sembra pensato
per una cornice di concorsi ippici e occasioni mondane.
Ed è curioso come le mode di oggi ripropongano modelli-remake
dei creatori degli anni Sessanta quali Pierre Cardin, Paco
Rabanne, Courrèges che indossano uno dei marchi di Courrèges,
gli stivali bianchi però con i tacchi alti, in antitesi
con il suo pensiero), celebrando quel grande debutto dello
stivale nello stile femminile in un'epoca che vide anche
il dilagare della minigonna. La vera consacrazione arriva
infatti quando André Courrèges lancia i go-go boots, modelli
morbidi al ginocchio (chiamati anche Cuissard), che ben
presto conquistano il pubblico al punto da essere indossati
da Jane Fonda nel mitico film Barbarella del '68. Bastì
pensare che, a partire dagli anni '70, le cheer-leaders
dei Dallas Cowboys furono il primo gruppo ad adottarli come
divisa ufficiale per sostenere la propria squadra durante
gli incontri di football. Modelli lineari che oggi riscopriamo
grazie alla collezione Fendi nel tradizionale candore o
alle nuovissime autocit'azioni di Paco Rabanne, laccate
e sensuali. Ancora su e giù nella storia: durante la rivoluzione
sessuale e gli anni della contestazione, persa l'allure
bon ton, gli stivali diventano cult con tanto di zeppa e
colori fluo, pezzi shocking con cui stupire. E che ben presto
acquistano quel carattere volutamente esibizionista che
dura tutt'ora. Negli anni '80, l'ennesima evoluzione: la
moda impone,infatti, modelli prevalentemente corti, alla
caviglia, equilibrati da tacchi vertiginosi che magari non
slanciano le gambe, ma sicuramente aggrediscono la vista,
grondanti di borchie e glitter. Un po' fetish un po' romantici,
come quelli proposti da Anna Molinari: neri e dotati di
cinturini che stringano la gamba, o quelli a effetto calza
di Roberto Cavalli, che salgono fino a metà coscia. Ma le
working women non si lascino intimidire: per loro, è tempo
di stivali altissimi coordinati a maxiborse, come vuole
Versace: pelle trattata persino a effetto denim, per calzature
e accessori. E la neosemplicità riporta in auge anche modelli
a tacco basso, asettici e in materiali high-tech come il
goretex e la microfibra: scelta forse catartica nel pieno
di questa stagione che vede in passerella una quantità tale
di modelli e stili da far invidia alla mitica collezionista
Imelda Marcos. La moda del nuovo millennio vede gli stivali
con tacchi altissimi abbinati al trench, liberamente ispirato
all'impermeabile di Bogart, da cui il nome di "trench
boot". L'unico inconveniente sono i tacchi altissimi
che quest'anno sono un must, ma non tutte le donne sono
capaci di portare con disinvoltura, a meno di fare un bel
po' di sacrifici.
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Non
poteva mancare nel mio sito una pagina di immagini, che
ritraggono donne dello spettacolo inguainate in stupendi
abiti futuristici.
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