DONNA
DEL FUTURO
Di Annarita Petrino
Laura
sedeva nella sala d'attesa in compagnia di modelle bellissime
che occhieggiavano dalle gigantografie appese alle pareti.
"Donna
del Futuro: il futuro non è mai stato così a portata di
mano!" Questo era lo slogan della compagnia.
"Signorina
Tusca?" Laura si destò dalle sue riflessioni e, voltandosi
verso il punto da cui proveniva la voce, vide la ragazza
dell'ingresso che sorrideva "Da questa parte, prego."
quindi si alzò barcollando e la seguì lungo corridoi deserti
fino a una grande porta in legno di mogano.
"Entri
pure, la sta aspettando." disse la ragazza prima di girarsi
e andarsene.
Laura
deglutì, indecisa se bussare o meno, poi afferrò la maniglia
e aprì la porta, che la introdusse in un grande ufficio
riccamente arredato.
"Ben
arrivata Laura, la prego venga avanti." disse una donna
alzandosi in piedi da dietro una scrivania. Aveva capelli
biondi e mossi che le incorniciavano il viso e le arrivavano
all'altezza delle orecchie. Indossava un completo giacca
e minigonna bianchi, realizzati con un materiale aderente.
I suoi occhi sembravano cambiare colore mano a mano che
la distanza tra di loro diminuiva.
"Buongiorno signora… "
"Può
chiamarmi Lizzie. Si accomodi." Laura ubbidì meccanicamente,
incapace di staccare gli occhi da quelli della donna "Allora,
ho studiato attentamente il suo caso e credo di avere
in mano la soluzione."
Detto
questo premette un pulsante invisibile sul ripiano della
scrivania e sulla parete alla sua sinistra venne proiettato
l'ologramma di una ragazza. Laura ci mise qualche secondo
a realizzare che si trattava della sua immagine e aprì
la bocca, senza però emettere alcun suono.
"Si
prenda tutto il tempo, vedrà che alla fine si troverà
d'accordo con me."
Laura
richiuse lentamente la bocca, ripensando agli eventi che
l'avevano portata lì.
Tutto
era iniziato due settimane prima, quando nella cassetta
della posta aveva trovato la partecipazione di Rebecca,
una ragazza che lavorava con lei al negozio di cosmetici.
Non la conosceva molto bene, eppure lei l'aveva invitata
al suo matrimonio che avrebbe avuto luogo di lì a un mese.
Aveva passato tutta una settimana cercando di convincersi
che poteva trovare una buona scusa per non andarci, ma
alla fine aveva capito che partecipare era l'unica cosa
sensata da fare. A quel punto era entrata nel panico,
perché non sapeva cosa mettersi. Non era sposata, non
aveva un ragazzo e la sua vita sociale era praticamente
inesistente… non sarebbe mai riuscita a competere con
l'eleganza degli invitati, ne era sicura. Poi aveva letto
un annuncio sul giornale della compagnia Donna del Futuro
e aveva deciso di fare un tentativo.
"Vuole…
" esordì, accorgendosi di avere la gola secca. Deglutì
e ci riprovò "Vuole che vada al matrimonio vestita così?"
"Esatto
Laura, questa è la soluzione… a tutti i suoi problemi.
Lasci uscire la donna del futuro che è in lei. Il vestito
è già pronto e può ritirarlo anche subito senza pagare
nulla. Verserà quanto a noi dovuto solo nel caso che il
suo futuro tragga giovamento da questa scelta, altrimenti
passeremo a ritirare l'abito senza alcuna spesa da parte
sua."
Il
movimento della testa fu involontario e Laura si ritrovò
ad annuire.
Il
vestito rimase nell'armadio fino al giorno del matrimonio
e quando la mattina Laura lo tirò fuori, rimase a contemplarlo
più del dovuto. Il campanello della porta servì ad allontanarla
dalle sue riflessioni.
"Lizzie!"
esclamò vedendo la donna sulla soglia con in mano una
valigetta
"Buongiorno,
sono venuta per aiutarla a indossare il suo abito. Mi
segua."
La
donna si mosse con sicurezza, quasi sapesse dove andare.
Dopo un'ora Laura era davanti allo specchio a osservare
il risultato: l'abito era completamente nero e formato
da un corpetto di pelle stretto sul davanti da un serie
di lacci di cuoio incrociati, che servivano a contenere
il seno prosperoso. Uno strascico a falde partiva dalla
vita e si apriva in due sul davanti, per lasciare intravedere
una minigonna elasticizzata. Stivali di pelle salivano
fin sotto il ginocchio e lunghi guanti arrivavano fin
alla metà del braccio. Lizzie le aveva acconciato i capelli
tirandoli indietro e poi l'aveva truccata in modo che
il suo sguardo risultasse incredibilmente intenso.
"E
ora… il tocco finale!" disse porgendole un paio di occhiali
da sole Laura li prese senza parlare e insieme uscirono
dall'appartamento. Lizzie si offrì di accompagnarla fino
alla chiesa, perché lei non possedeva una macchina.
Quando
fece il suo ingresso in chiesa, tutti gli invitati si
girarono a guardarla, mentre un mormorio sommesso saliva
dalle file dei banchi. Prese posto in uno dei primi, poco
distante dall'altare dove lo sposo era già in posizione.
Cercò di combattere contro l'imbarazzo che l'attanagliava,
ma quando si accorse che il ragazzo di Rebecca la stava
fissando insistentemente, credette di morire e distolse
lo sguardo.
La
marcia nuziale partì e Laura tirò un sospiro di sollievo,
ma quando l'organista si interruppe inspiegabilmente,
lei si costrinse a guardare di nuovo verso l'altare. La
sposa non lo aveva ancora raggiunto e si era fermata proprio
di fianco a lei. Il silenzio regnava in tutta la chiesa.
"Ciao."
le disse
"Ciao."
"Non
ti conosco."
"Ma
come? Sono Laura."
"Chi?"
"Lavoriamo
insieme al negozio di cosmetici."
"Laura,
ma certo!" esclamò Rebecca illuminandosi in volto e lanciando
uno sguardo in direzione dell'altare "Senti, dove hai
preso quel vestito?"
"Uh?
Da Donna del Futuro."
"E
dov'è?"
"Be'…
è difficile da spiegare adesso… " cercò di tagliare corto
Laura, mentre avvertiva che lo sguardo curioso degli invitati
la trapassava da parte a parte.
"Mi
ci accompagneresti?"
"Cosa?"
"Adesso!"
"Io…
non ho la macchina." si giustificò Laura, sperando con
tutte le sue forze che stesse scherzando
"Possiamo
usare quella del matrimonio, sono sicura che Lorenzo non
se ne avrà a male."
Laura
si girò meccanicamente verso l'altare e vide il ragazzo
che sorrideva… mentre la fissava intensamente.
"Ben
arrivata Rebecca, la prego venga avanti." disse Lizzie,
mentre la donna avanzava con il suo abito da sposa indosso
"Buongiorno
signora… "
"Può
chiamarmi Lizzie. Si accomodi. Allora, ho studiato attentamente
il suo caso e credo di avere in mano la soluzione… "
Due giorni dopo il conto della compagnia Donna del Futuro
ricevette l'accredito del denaro relativo all'abito di
Laura Tusca.
FINE
Se
volete scrivere alla bravissima scrittrice che mi ha omaggiato
di questo racconto inviate le vostre e-mail al seguente
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